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adesso e non dopo
Generazione perduta di A. Scurati
post pubblicato in Diario, il 4 agosto 2008
Non bisogna fidarsi di nessuno che abbia più di trent’anni». Di fronte allo spettacolo senile e crepuscolare offerto dal congresso del Prc, verrebbe voglia di appropriarsi del motto dei rivoluzionari cubani che abbatterono Batista. Ma ce ne manca il fegato, e l’ardore. Primo perché i rivoluzionari in teoria dovrebbero essere loro, questi anziani signori sconfitti, litigiosi e spenti, secondo perché anche noi giovani scontenti, a furia di sperare nel rinnovamento della sinistra, abbiamo valicato da tempo la dorsale dei trent’anni. Il balletto di mozioni congressuali plurime, di odi di fazione, di scambi di voti a scrutinio segreto, di imboscate fratricide andato in scena a Chianciano ha la cadenza mesta di una danza macabra. 

L’ostinata renitenza dei cosiddetti leader della sinistra che fu comunista a ogni ipotesi di ricambio generazionale è l’acuto finale del cupio dissolvi. In un clima di drammatico rischio d’estinzione di una gloriosa tradizione, emerge la figura di un leader di «nuova generazione», Nichi Vendola, che per caratteristiche personali e per storia politica potrebbe guidare la riscossa: un uomo del Sud che, pur del tutto anticonvenzionale, ha coraggiosamente strappato alla destra un suo feudo elettorale grazie all’entusiasmo popolare. Uno che odora di vittoria. I suoi compagni di partito che fanno? Fanno di tutto per affossarlo, a costo di gettare terra sulla propria sepoltura. Qui non si tratta di biasimare gli «stanchi riti della vecchia politica». Ad avvilirci è la loro monotonia ossessiva. Quegli anziani signori a congresso sembrano appassionarsi solo ai riti funebri; paiono aver dimenticato ogni gusto per quelli battesimali o propiziatori.

È lo sconforto di una generazione questo che ci prende. Una generazione perduta alla politica. Se per politica s’intende la possibilità individuale di agire nell’orizzonte grande della storia collettiva. Prima, negli Anni 70, un’infanzia funestata dalle foto segnaletiche dei terroristi di sinistra trasmesse dai tg. Poi, negli Anni 80, un’adolescenza «rieducata» dall’ideologia iperconsumistica delle tv commerciali. Questa l’educazione politica toccata alla generazione dei nati alla fine degli Anni 60, la mia generazione. Arrivati alla soglia dei vent’anni, incontrammo la fine di un’epoca iperpoliticizzata e iperideologica. Anche quelli che, per inclinazione caratteriale o provenienza familiare, si sarebbero sentiti vicini alla storia della sinistra, e dunque alla passione politica vissuta come impegno in prima persona, si affacciarono alla vita adulta con l’atteggiamento disincantato e sfiduciato dell’orfano. Il crollo del Muro di Berlino ci colse a gozzovigliare davanti alla tv, con un bianchino in mano e il sarcasmo obbligatorio in bocca. Nemmeno fosse una serata del Festival di Sanremo. Io, cresciuto a Venezia, di quella notte ricordo solo la battuta di un mio amico che sembrava nato già mezzo ubriaco. Abbandonò per un attimo la ciacola con le ragazze, gettò uno sguardo divertito al televisore e commentò: «Varda quel mona col picón».

Se rievoco quest’episodio apparentemente incongruo, è perché quella notte finì un’epoca della politica ma per la mia generazione non n’è mai iniziata un’altra. Non a sinistra, quantomeno. Siamo entrati nella vita adulta con la sensazione che nell’arena politica non ci fosse niente per noi e niente di noi: nessuno spazio, nessun riconoscimento, nessun nostro leader, nessun nostro progetto, nessun godimento. Quella sensazione ci accompagna ancora mentre ci avviamo ai quarant’anni. Si è corroborata fino a diventare abitudine e vi hanno contribuito tanto la tracotante volontà di potere della nuova destra quanto il decadente cupio dissolvi della vecchia sinistra.

Ci abbiamo fatto quasi il callo oramai. Siamo a un passo dal cinismo, l’ultima spiaggia della rassegnazione. Anche di fronte allo spettacolo di questi distruttori mascherati da rifondatori, sarei tentato di dire, come quel mio amico di tanti anni fa: «Varda quel mona col picón».

(preso da La Stampa)



permalink | inviato da dreamer il 4/8/2008 alle 11:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
RI-FONDAZIONE? CHISSA'...
post pubblicato in Diario, il 27 luglio 2008
Non si può rimanere perplessi leggendo delle vicende di Rifondazione a Chianciano. Lo slogan del congresso era "Ricominciamo", molto ambiguo visto l'esito finale. Le minoranze interne si sono infatti unite conto la maggioranza (Vendola e i bertinottiani). Vince Ferrero, sempre rimasto sullo sfondo in nome della "base". L'ex ministro sarebbe l'antileader perchè voluto da chi il partito lo fa, ovviamento poi diventa in nome loro leader. Finale democratico? Certamento sì, ma anche suicida.

La Sinistra Arcobaleno ha raccolto il 3% alle ultime elezioni. Rifondazione a congresso è stata divisa in in 5 mozioni (se non erro), di cui una candida apertamente alla guida politica il governatore della Puglia. Quest'ultima raccoglie quasi il 50%. Ha la maggioranza relativa. Che si fa a questo punto? Una linea ragionevole è quella di trovare un accordo, vista l'emergenza, visti i problemi del paese. Ed invece no, le minoranze con una "alchimia", così dice Vendola, si mettono assieme. Risultato: il documento di Ferrero, presentato da Russo Spena, raccoglie 342 voti. Quello di Nichi 304.  

Insomma un partito spaccato.



permalink | inviato da dreamer il 27/7/2008 alle 18:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
STATO D'EMERGENZA MARONI
post pubblicato in Diario, il 25 luglio 2008
Ancora lui e la sua ossessione: gli immigrati. Su proposta del ministro degli Interni Maroni il Cdm ha approvato "l'estensione all'intero territorio nazionale della dichiarazione dello stato di emergenza per il persistente ed eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari, al fine di potenziare le attività di contrasto e di gestione del fenomeno". Così si legge nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi.



permalink | inviato da dreamer il 25/7/2008 alle 16:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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